Educazione motoria
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PROGETTO DI ATTIVITÀ MOTORIA PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

PREMESSA

Un attento esame della nostra società e dei suoi bisogni e, in particolare, di quelli relativi al mondo della scuola che forma i futuri cittadini, non può prescindere dal ruolo che la “cultura del sapere motorio” assume come pre-requisito fondamentale per l’acquisizione di corretti stili di vita e di una sana e permanente educazione sportiva. L’educazione motoria, infatti, riveste una grande importanza nella formazione integrale della persona sin dalla primissima infanzia.
Al fine di valorizzare e potenziare l’educazione motoria già nel nido, tenendo presente i ritmi evolutivi del bambino, proponiamo un piano di interventi da attuare all’interno della programmazione scolastica.
L’arco temporale che va dai 2 ai 5 anni è di importanza fondamentale sul piano educativo, infatti, è in questo periodo che il bambino fonda le basi della sua conoscenza e sempre con riferimento ai suoi vissuti coscienti, interiorizza i fondamentali riferimenti spaziali e spazio-temporali.
Questo significa che, in riferimento ai vissuti psico-motori, il bambino del nido, dapprima interiorizza schemi corporei, motori, riferimenti spaziali e spazio temporali e successivamente, quando sarà grandicello questi stessi dati, simbolizzati, diventano strumenti operativi del pensiero.

FINALITÀ

La nostra proposta educativa vuole essere uno “strumento ausiliario” al lavoro quotidiano delle educatrici perché riteniamo che l’esperienza-gioco con il proprio corpo, con l’attrezzatura didattica, con la musica e il ritmo possano agevolare il bambino nella presa di coscienza delle proprie possibilità e capacità.
Ciò non deve essere inteso come “avviamento allo sport”, ma come attività educativa che, oltre a favorire l’evoluzione di abilità motorie (in modo particolare il correre, il saltare e il lanciare), porta al superamento di paure che i bambini manifestano nell’affrontare determinate esperienze motorie nuove.
Pertanto le finalità saranno:

  1. contribuire alla maturazione complessiva del bambino (AUTOSTIMA E AUTONOMIA)
  2. promuovere la presa di coscienza del valore del proprio corpo (IDENTITÀ)

OBIETTIVI DIDATTICI

Gli schemi corporei sono il frutto dell’elaborazione delle esperienze vissute che fondano la coscienza corporea che ciascuno ha di sé. Gli schemi motori, per attuarsi, dipendono e procedono dagli schemi corporei precedentemente immagazzinati e sono: strisciare, rotolare, camminare, saltare, afferrare, lanciare, arrampicarsi, …
Gli schemi corporei dipendono dalle informazioni senso-percettive che il bambino riceve dall’ambiente, mentre gli schemi motori rappresentano le risposte schematico-motorie che il bambino produce per influire attivamente sull’ambiente.
In relazione alle argomentazioni espresse possiamo quindi concludere che:

  1. gli schemi corporei fondano la coscienza che il bambino ha di se stesso.
  2. gli schemi motori, dipendenti dagli schemi corporei e direttamente evidenti perché attuati, forniscono all’insegnante preziosi dati relativi all’effettiva coscienza che il bambino ha di sé.
  3. gli schemi corporei e motori possono essere potenziati solo tramite le esperienze vissute e non possono strutturarsi mediante la rappresentazione grafica di sé.
  4. gli schemi corporei e motori, costantemente presenti nella vita del bambino, fondano la base effettiva del suo adattamento nell’ambiente.

Per quanto riguarda l’educazione spaziale i bambini sperimentano i dati in maniera concreta; poi, tramite assimilazioni, accomodamenti, li interiorizzano in maniera differenziata nelle varie fasce d’età.
Mentre nel primo anno viene presa coscienza dei rapporti spaziali quali: dentro/fuori, aperto/chiuso, grande/piccolo, vicino/lontano; successivamente vengono interiorizzati ulteriori contrasti: alto/basso, sopra/sotto, avanti/dietro, lungo/corto, spesso/sottile, verticalità/orizzontalità, uguaglianze e disuguaglianze spaziali, lateralizzazione.
La strutturazione delle conoscenze spazio-temporali ha le sue radici nei vissuti corporei e motori, perché è su questa base che si costituiscono interrelazioni spazio-tempo fra le singole assimilazioni schematico-corporee e motorie.
Vengono così interiorizzate conoscenze spazio-temporali quali concetti di: prima/poi, partenza/arrivo, giochi di successione ritmica, piccoli percorsi, ecc…

Quindi i principali obiettivi saranno:

  1. sviluppo delle capacità senso-percettive e degli schemi posturali di base: strisciare, rotolare, camminare, correre, saltare, arrampicarsi.
  2. coordinare la propria azione manuale con i dati visivi: ricevere, lanciare, destrezza manuale.
  3. adeguare la propria azione motoria a parametri spaziali (distanze, traiettorie, orientamento) e a parametri temporali (durata, velocità).
  4. rispettare se stessi e gli altri, attuando comportamenti di condivisione e collaborazione.

OBIETTIVI FORMATIVI

Sappiamo che il bambino di 3 anni possiede uno stato mentale adatto all’acquisizione di certe interiorizzazioni e non di altre, viceversa tipiche dei bambini di 4 o di 5 anni. Riteniamo importante, sul piano metodologico, creare progetti educativi con una logica curricolare che, distinguendo fra obiettivi, contenuti e verifiche, assegni ad ogni età conquiste educative differenziate così come differenziata è la struttura mentale che le elabora.
A tal proposito il nostro programma si differenzierà in tre proposte:

3 anni:

  • presa di coscienza del corpo: riconoscere e nominare le parti del corpo e conoscere le possibilità motorie del proprio corpo;
  • esplorare l’ambiente e gli attrezzi;
  • acquisire padronanza della motricità globale: strisciare, rotolare, camminare, correre, saltare,…;
  • gioco nel rispetto dei compagni.

4 anni:

  • consolidamento schemi motori di base;
  • musica e movimento;
  • proposte di lavoro a coppie.

5 anni:

  • sviluppo capacità coordinative: equilibrio, coordinazione oculo-manuale, coordinazione oculo-podalica;
  • giochi a coppie e di gruppo organizzati e con regole.

                                                                                      METODOLOGIA

La forma privilegiata di attività sarà costituita dal gioco, in quanto è attraverso il “GIOCARE” che il bambino può conoscere e sperimentare, dando libero sfogo alle proprie abilità. Verranno utilizzate tutte le forme di gioco fantastico e di regole, strutturato e non; andremo a proporre attività vissute in forma ludica, preoccupandoci che suscitino nei bambini partecipazione, entusiasmo ed atteggiamenti di ricerca personale. Per contro, ci sforzeremo di evitare proposte psico-motorie richiedenti rigidi tecnicismi che, generalmente, conducono a stati di demotivazione.
La nostra finalità e quella di potenziare, tramite le esperienze vissute, lo sviluppo cerebrale, la formazione del pensiero, il potenziamento delle capacità intellettive e di apprendimento. Sappiamo che sul piano neurofisiologico i suddetti obiettivi fondamentali possono essere raggiunti tramite proposte antistereotipe, nuove o problematiche che, uniche, impegnano le aree psichiche elevate a diretti controlli e precise programmazioni delle attività.

 

 

 

IL PROBLEM SOLVING

Per quanto riguarda l’orientamento metodologico-relazionale di base, noi riteniamo di doverci attenere soprattutto al problem solving.
Secondo quest’orientamento metodologico-relazionale l’educatore, evitando di imporre direttamente le attività da svolgere, deve stimolare i bambini alla ricerca delle soluzioni per tentativi ed errori.
Questo atteggiamento, pur nel rispetto dei ritmi di apprendimento di ciascun bambino, presuppone una certa linea di sforzo sostenuta da curiosità, partecipazione ed interesse. Inoltre i problem solving impegna ed educa le aree psichiche elevate in quanto il bambino deve pensare, analizzare, sintetizzare, progettare, ideare ed immaginare.

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